Gli studenti del Liceo calssico “B. R. Motzo” hanno prodotto due interviste ad altrettanti ricercatori del CRS4. Le interviste sono pubblicate sulla webzine di Sardegna Ricerche “Archimede”.

Intervista a Manuela Profir: “Modelli di realtà virtuale: dai film alla sicurezza nucleare

Intervista a Ruggero Pintus: “Il gioco serio del ricercatore: tra computer grafica, manoscritti medioevali e giganti“.

E di seguito riportiamo i racconti scritti dagli studenti sulle attività svolte al CRS4 dal 13 al 17 giugno 2016 e, di seguito, sulla loro esperienza in un posto di lavoro.

Gli studenti Alessia Artizzu, Giulia Casula, Laura Pilia, Eva Virginia Puddu e Niccolò Savastano raccontano le attività svolte al CRS4 . . .

“Il primo giorno ci è stata presentata in generale la struttura e il lavoro svolto al centro di ricerca. Successivamente, ci sono state poste delle domande relative ai nostri interessi personali, necessarie poi, per poter scrivere un articolo di divulgazione scientifica che potesse essere accattivante per dei ragazzi della nostra età (cosa scoperta nei giorni successivi). I nostri tutor, attraverso una serie di quesiti a noi posti all’apparenza semplici e banali e varie attività, sono stati poi in grado di evidenziare molteplici aspetti ed interessi, come ad esempio lo sport, il cinema, la musica e la lettura, che attirano e accomunano noi giovani offrendoci così un primo tassello d’aiuto per il nostro articolo. Il secondo giorno ci siamo concentrati sui concetti di scienza, tecnologia, ricerca e ricercatore pensando a qualsiasi parola, dalle più banale alle più originale, che fosse collegata a questi quattro termini. Abbiamo infine esposto un articolo scientifico ai nostri tutor evidenziandone le parti principali e ciò che ci ha colpito e interessato maggiormente. La seconda giornata si è conclusa con l’esporre a noi giovani il progetto su cui era basata questa esperienza, ossia produrre un articolo rivolto alla nostra generazione il cui argomento fosse l’attività del ricercatore del CRS4 collegandolo a un ragionamento originale che avrebbe dovuto colpire l’attenzione dei ragazzi. L’articolo doveva essere un’intervista ad un ricercatore del CRS4, incentrata soprattutto sulla funzione e la figura del ricercatore stesso. Ed ecco, finalmente, al terzo giorno, dopo esserci divisi in gruppi e dopo aver elaborato le domande e le curiosità da porre all’intervistato, il momento che tutti attendevamo: l’intervista ai due ricercatori – Ruggero Pintus e Maria Manuela Profir – su cui, poi, si sarebbe basato l’articolo. La seconda parte della giornata è stata impegnata a svolgere l’intervista, realizzata con il supporto delle registrazioni e di foto scattate sul momento. Una volta ricevute le risposte alle nostre domande, il quarto giorno è stato dedicato a scrivere una prima edizione dell’articolo, cercando di essere il più possibile sintetici e chiari. Infine, il quinto giorno, abbiamo concluso il lavoro concentrandoci sul cappello introduttivo e la conclusione dell’articolo. Trattandosi di un’attività di tipo giornalistico, non abbiamo avuto bisogno di particolari attrezzature. Gli unici strumenti utilizzati sono stati i computer e i telefoni cellulari come registratori.

. . . e riportano le loro impressioni sull’esperienza in un posto di lavoro:

Nelle prime due giornate siamo stati invitati a rispondere alle domande di un colloquio “confidenziale” e ci siamo dedicati ad attività di brainstorming, che inizialmente mi ha lasciato sorpresa. Mi sarei aspettata, infatti, lezioni interamente incentrate sulle tecniche del giornalismo e, in particolare, del giornalismo scientifico, mi ha piacevolmente sorpreso il fatto che l’ipotetico destinatario dell’articolo sia stato creato basandosi su di noi e sulle nostre risposte alle domande. Ho apprezzato anche la scelta dell’intervista come attività, in quanto prevede un coinvolgimento più attivo rispetto al semplice articolo. Inoltre, ci ha offerto la possibilità di confrontarci direttamente con un ricercatore del centro. L’intervista esula completamente da quelle che sono le normali attività scolastiche e non sono state svolte vere e proprie lezioni, quanto piuttosto confronti diretti su particolari tematiche, volti a far emergere le nostre idee riguardo le stesse. Non avevamo in effetti mai svolto attività che richiedessero di sintetizzare un dialogo con un’altra persona, riportando tuttavia in maniera fedele le sue parole e seguendo uno stile giornalistico asciutto e lineare“.

L’intervista svolta è stata per me un grande piacere, un momento interessante che mi ha permesso di ascoltare una persona molto colta con un passato e un presente lavorativo da ammirare“.

I tutor sono stati tra di noi come semplici persone che si sono messe a confronto con noi giovani e hanno avuto la capacità di rendere tutto interessante e piacevole“.

A parer mio è stata l’esperienza, di tutta l’alternanza scuola lavoro, che più si avvicinava ad una vera realtà lavorativa. Importante infatti è stato il fatto che i partecipanti a questo stage erano un gruppo ristretto, in questo modo è stato possibile confrontarsi maggiormente e concentrarsi su un obiettivo di lavoro. Altro elemento positivo è stata la vicinanza con i veri lavoratori del centro“.

Durante questo percorso si sono rivelati preziosi i consigli e la professionalità dei tutor Andrea e Giuliana così come il simpatico ed informale incontro con l’addetto stampa del CRS4 Greca Meloni, la quale ci ha fornito le regole base che un giornalista deve seguire. Sono inoltre rimasta piacevolmente colpita dalla molteplicità di discipline che il centro ospita, dalla cordialità e dal particolare rapporto dei ricercatori e studiosi fra loro che ha contribuito ad alimentare in me la convinzione di essere davanti ad una sorta di grande macchina in cui ogni piccolo pezzo ricopre la sua fondamentale funzione. Ciò che mi è rimasto maggiormente dello stage è , senza dubbio, la riflessione su concetto di ricerca sui cui più volte ci siamo soffermati. L’idea di una ricerca prettamente scientifica è, infatti, andata dissolvendosi in me lasciando spazio ad un qualcosa di più universale in cui rientrano anche l’ispirazione, lo studio e il duro lavoro senza cui la ricerca non può essere portata avanti“.

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